Itinerari naturalistici

La Via dei Tesori

Il fiume Esino, atavico progenitore della vita di questo territorio, è il vero protagonista di un percorso immerso nella natura. A piedi, in bici, a cavallo, si possono percorrere i 4,5 km del sentiero de La via dei Tesori da Moie di Maiolati Spontini a Pantiere di Castelbellino e, dopo un breve tratto urbano, ancora lungo il fiume fino a Jesi. Il progetto realizzato dal Cis (Consorzio di Servizi che annovera altri 11 comuni oltre a Maiolati Spontini) che di anno in anno attira sempre più persone da fuori ed è quotidianamente frequentato dagli abitanti.

Seguendo il corso del fiume si conosce un ambiente che presente tutte le sfumature della natura, dalle flora e fauna ripariale, ai boschetti della media Vallesina, alle coltivazioni delle fertile pianura; in questo pezzo di territorio convivono serenamente uomo e natura. All'acqua del fiume si aggiunge quella dei canali artificiali di derivazione dove si possono ancora incontrare i vecchi mulini e i caratteristici rotoni ad acqua ormai in disuso.

Lungo il percorso si trovano aree di sosta e di ristoro e un punto Cip (Centro Informativo Promozionale) che oltre a svolgere attività di promozione del territorio e dei suoi prodotti garantisce il noleggio di bici e risciò.


                     

                                           

Flumen

Dopo la Via dei Tesori, i 12 comuni del CIS hanno realizzato Flumen, un secondo percorso ciclo-pedonale, destinato a crescere ancora, che va dal confine ovest di Moie di Maiolati Spontini fino alla località Sant’Elena di Serra San Quirico nei pressi della splendida abbazia di Sant'Elena, un tempo potentissima e tra le più ricche del territorio, oggi uno degli esempi più pregevoli dell'arte romanica assieme alle altre abbazie che si trovano lungo il corso del fiume Esino.

La particolarità di Flumen è che qui, oltre ad incontrare flora e fauna fluivale, si scoprono alcune piccole centrali elettriche che vivono in perfetto equilibrio con l'ambiente circostante, senza disturbare, ma adattandosi ad esso grazie all'utilizzo di materiali di costruzione, come la pietra e i ciottoli, derivati proprio dal fiume sul quale sono nate.

L'intero percorso, inaugurato nel 2008, è stato oggetto di importanti interventi di riqualificazione divenuti necessari a seguito di una violenta piena del fiume che ha arrecato notevoli danni all'area. Il progetto, promosso dal Gruppo Loccioni che qui ha la sua sede - è stato realizzato grazie alla collaborazione di istituzioni pubbliche ed enti privati. Oltre alla messa in sicurezza di questo tratto di fiume Esino - 2 km di futuro® -, sono stati apportati interventi di riqualificazione ambientale e funzionale, facendo del rispetto e dell'armonia tra uomo e natura un risultato possibile. Il progetto, tuttora in corso, ha​ già ricevuto prestigiosi riconoscimenti, essendo stato selezionato dall'Expo 2015 dove è stato esposto all'interno del Padiglione Italia nell'ambito della sezione "La potenza del limite" e pubblicato sull'Adi Index Design 2015 nella categoria "Design per il sociale".

Guarda il video 2KM di Futuro®

 

 

           

L'Area Equestre

L'area equestre di Moie di Maiolati Spontini è una vasta un'area recintata di quattro ettari con maneggio all'aperto, scuderie, club house, una pista per la giostra della quintana, dove si svolgono rievocazioni con gli annuali tornei, e manifestazioni ippiche organizzate dall'Associazione Equeste Vallesina.

Gestita dalla stessa Associazione, vi si trovano servizi dedicati per fare lunghe passeggiate lungo le sponde del fiume Esino, per il trekking, per la gimkana.

La scuola di equitazione è accompagnata ad altre attività con caratteristiche sociali come l'ippoterapia e non mancano corsi di ballo Country, centri estivi e feste a tema, sia per i grandi che per i  bambini.

 

             

                                                                       

 

Itinerari naturalistici nei dintorni

Fosso del Granchio Nero (Castelplanio - Rosora)

Tra Castelplanio e Rosora le colline sono solcate da un corso d'acqua perenne chiamato Fosso di Rosora o delle Macine che è un affluente di destra dell'Esino proprio nella località Macine. Tra piccoli calanchi e boschetti spontanei questa area di interesse naturalistico presenta, tra le specie faunistiche, proprio il Granchio Nero, esemplare raro e protetto, che vive in acque dolci prive di inquinamento. Il sentiero percorribile a piedi in bici o a cavallo, si snoda tra i meandri di un bosco idrofilo ben conservato con esemplari secolari di Ontano, Pioppo e Salice e specie floreali rare come il narciso l'orchidea selvatica, il farfaracce e l'ombelico di Venere. La particolarità, e la bellezza, di questo sentiero è che ci si può trovare a camminare dentro una natura selvaggia e rigogliosa pur essendo a pochi passi dai centri abitati. L'alto tasso di umidità presente nel bosco accentua ancora la sua caratteristica incontaminata e rende il percorso un'avventura insolita e di grande suggestione.

Lo si può percorrere entrando da più punti di accesso lungo il suo percorso di circa 8 km. Dal centro di Castelplanio si raggiunge percorrendo una discesa verso la settecentesca Fonte del Coppo e poi proseguire costeggiando il fiume fino al Fosso di Rosora, dove si può intraprendere anche l'itinerario attraverso i Calanchi formatisi milioni di anni fa con fossili di pesci e conchiglie del Pliocene lasciati dal ritiro delle acque marine. L'intero percorso è dotato di apposita segnaletica per gli escursionisti ed è anche conosciuto come un percorso "slow" per chi vuole conoscere da vicino il famoso Granchio Nero (Potamon Fluviatile) che vive prevalentemente di notte andando a caccia di lombrichi, insetti, pesci e ghiande. (foto di P. Cerioni)

 

Il Parco del Trabocco (Montecarotto - Poggio San Marcello)

Uno splendido parco a cavallo della valle tra Poggio San Marcello e Montecarotto "costruito" dal torrente Fossato e da un piccolo affluente che plasmano una natura rigogliosa, densa e umida, intrecciata da piccoli percorsi che si intersecano tra loro. Passeggiare per questi sentieri significa conoscere e scoprire un mondo quasi scomparso che qui è sopravvissuto al tempo grazie all'impegno dell'uomo che lo ha salvaguardato e oggi offre esempi di vegetazioni rare e secolari popolate da molte specie animali, a quanti vogliono conoscere il ricco patrimonio naturalistico della Vallesina.

Una vegetazione fitta e lussureggiante che svela percorsi, tra le liane, con passatoi di legno sopra i limpidi corsi d'acqua che formano cascatelle e piccole rapide intervallate dai trabocchi, cioè quelle barriere messe per lenire la corrente dell'acqua, ma soprattutto per portare acqua alle macine del vecchio mulino, ora un complesso diroccato, ma pur sempre di grande fasciano, in procinto di essere recuperato. Era il principale mulino (ve ne erano altri due lungo il corso dei due torrenti) di proprietà della famiglia Biondi fino al 1924, a cui la popolazione si rivolgeva per la macinatura del grano, dell'orzo e della fava. Nella radura si trovano un'area giochi e una fontanella, luogo ideale anche i pic-nic nel verde.

 

 

 

Il Bosco dell’Eremo dei Frati Bianchi (Cupramontana)

Di particolare interesse e di grande bellezza il Bosco dell’Eremo dei Frati Bianchi. Un'Area Floristica Protetta che si estende per 20 ettari, conta piante rare, grazie ad un particolare microclima, ed è attraversato da un ruscello chiamato Fossato del Corvo dove vive il raro granchio di fiume. Il percorso si snoda attraverso salici, lecci, pioppi fino alla grande radura delimitata dallo splendido Eremo dei Frati Bianchi e dall'alta rupe.

É un bosco igrofilo che conosce molteplici variazioni di clima: dall'alta roccia che lo sovrasta cade continuamente acqua tale da avere creato un ambiente ideale per la rara Capelvenere, una felce che vive in luoghi umidi e sani; mentre nelle zone dove il sole batte più spesso, la vegetazione muta con la predominanza di lecci e roverelle.

Un sentiero posto sulla destra dell'eremo conduce fino a San Giacomo della Romita detto Monastero dei frati neri per il colore delle tonaca: bianca per i Camaldolesi e nera per i Francescani.

Due luoghi cari al grande artista cuprese Luigi Bartolini, che ornai lontano dalle terre dove era solito passeggiare da giovane, così le ricordava: "Salutami gli Eremi scoscesi: e che forse non rivedrò più; l’Eremo dei Frati bianchi e quello dei Frati neri. Eremo – abbandonato – dei Frati bianchi, sopra il fiume fra cupe querce e rocce; minacciato dalle frane. [...] Salutami, dentro l’Eremo, al peristilio candido, le uve che vi pendono;i n ispecie l’uva lugliola, fra le arcate, a grappoli d’oro, e l’orto breve, le biancoverdi insalate, a stelle ricciute, in circolo tra i variegati garofani a mazzetto. I miosotis, salutami, celeste trapunto, testimonianza del Celeste, fra i sassi bianchi, confini, dai frati, intorno ad ogni aiuola; e le zinie, le calendule, il capelvenere che nascondeva fra suoi neri capelli uno zampillo di fontana. Le siepi del caprifoglio odoroso, salutami ; le api dalle ali d’oro, che intorno vi ronzavano, simili alle orazioni dei camaldoli; i calabroni nerazzurri che saettavano nei calici dei convolvoli, e, sotto gli ombrelli dei sambuchi, le verdi cetonie addormentate." (Luigi Bartolini, L’Eremo dei frati bianchi,1953).