Una parte del vasto terreno del Centro Sperimentale per la Valorizzazione dell'Olivicoltura Marchigiana è composto da 28 ulivi secolari, vecchi giganti dalle forme contorte che sono sopravvissuti ai decenni e alle intemperie. Molti di questi alberi erano già presenti nel campo, mentre altri se ne sono aggiunti con un accurato trapiantato in unico appezzamento.

Le distanze tra le piante rispettano la tradizione di impianto cara alla mezzadria marchigiana che la fissava a 10 x 10 metri l'una dall'altra, anche se in alcuni casi questo spazio era anche maggiore.

La forma di allevamento è a vaso policonico.

Questi affascinati alberi secolari sempreverdi, tipici dell'area mediterranea, presentano tronchi nodosi, contorti e screpolati con rigonfiamenti alla base, e in passato era possibile trovarli confusi tra la ricca vegetazione dei boschi oltre che nelle classiche colture domestiche per la produzione dell'olio di oliva, usato non solo come alimento, ma anche come combustibile per illuminare e come prezioso medicamento per i malanni di uomini e animali.