Il Comune di Maiolati Spontini, con la Regione Marche e la Provincia di Ancona, ha restaurato una vecchia casa colonica di fine Ottocento dedicandola alla ricerca e alla sperimentazione dell’olivicoltura assieme ad una specifica attività didattica ambientale e alla conoscenza dei prodotti agricoli tipici del territorio.

La vecchia abitazione, lungo della Strada Provinciale 11, era stata costruita tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento ed era una proprietà delle Opere Pie fondate dal grande musicista maiolatese Gaspare Spontini (oggi Fondazione Gaspare spontini). La conservazione della struttura originaria è stata arricchita da un recupero che ha favorito materiali “neutri” come il legno e il vetro affinché non venisse intaccato il suo fascino rurale.

Il piano terra è dedicato all’olio e al suo ciclo di produzione con un mini frantoio oleario a scopo didattico e sperimentale, fotografie e pannelli di presentazione del territorio, e l'esposizione dei prodotti tipici della zona.

Al primo piano è stato progettato un open space polifunzionale, capace di accogliere esposizioni e mostre temporanee, conferenze, convegni, riunioni, corsi, presentazioni pubbliche.

All'esterno una piacevole area relax con tavoli e panchine che offrono una vista mozzafiato della valle tra Maiolati Spontini e Cupramontana. Attorno gli oliveti del Centro Sperimentale per la Valorizzazione dell'Olivicoltura Marchigiana che si estendono su un’area di 20.000 mq. piantumata con più di mille ulivi.

 

 

La Casa dell'Olio e della Biodiversità - Centro Sperimentale per la Valorizzazione dell'Olivicoltura Marchigiana, è parte del progetto di studio per la creazione dell’Ecomuseo della Vallesina.

Questa fertile terra fatta di colline ora aspre e ricoperte di antiche selve, ora morbide e adatte alla cerealicoltura, frammiste di calanchi e corsi d'acqua, sono state scolpite dal fiume Esino, ed è stata per secoli tra le più fertili e feconde delle Marche fino a divenire una delle zone più industrializzate delle regione.

La Vallesina è un territorio nel quale la qualità del paesaggio è frutto in gran parte del lavoro umano; è stata tra le prime aree marchigiane a sviluppare la meccanizzazione dell’agricoltura e l’industria tessile e, ancora oggi, è un importante distretto della meccanica, insieme al Fabrianese.

Proprio in questa fase in cui il corretto rapporto con l'ambiente diviene una delle massime preoccupazioni del nostro tempo, si iniziano a solcare le strade di un'agricoltura sostenibile e diviene quanto mai utile documentare i valori delle tradizioni rurali e industriali che hanno segnato la fisionomia del territorio trasformandone stili di vita e di lavoro.

Frutto di questa tradizione è emblematicamente la produzione del vino e dell’olio di oliva; coltivazioni che modellano l'attuale suolo della Vallesina insieme ai grandi appezzamenti dedicati alla cerealicoltura. La produzione delle Doc (Esino Rosso, Esino Bianco e il più conosciuto Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, anche nelle versioni Superiore e Passito e nella Docg Riserva), cammina di pari passo con la grande abbondanza di oliveti, molti del quali hanno una vita secolare, e con i tanti frantoi presenti nell'area del contado jesino attestati fin dai più antichi statuti e catasti comunali. 

La coltivazione e la molitura delle olive è, da millenni, un'attività peculiare della Vallesina, e proprio in questa terra è nato il Gruppo Pieralisi. Da una piccola officina meccanica di Monsano, aperta nel 1888, l'azieda è oggi l'indiscusso leader mondiale nella produzione di impianti per l’estrazione dell’olio extra vergine di oliva con numerose sedi anche all'estero. Nel territorio di Maiolati Spontini  il gruppo ha la sua tenuta - Tenute Pieralisi -  dove produce vini Doc ed oli extravergine di oliva monovarietali ottenuti dalle specie autoctone tradizionali e lavorati con innovative tecnologie ecocompatibili.

Da questo fecondo contesto della Vallesina prende le mosse il progetto di Ecomuseo della Vallesina, che intende operare in un’area vasta, a rete, attraverso diverse azioni sinergiche per

  1. La sensibilizzazione della popolazione locale sui temi del paesaggio.
  2. La valorizzazione delle tradizioni rurali ripensate nel nuovo contesto produttivo globale.
  3. Lo sviluppo di un turismo culturale e rurale di nuova generazione.

L'intero progetto consultabile nella sezione Attività - Ricerca e sperimentazione